Il dibattito politico è rivolto in queste ore al caso della candidatura di Ciarrapico nel centrodestra e più precisamente al suo non aver mai rinnegato la propria appartenenza ideologica al fascismo. Da una certa area culturale poi, la sua presenza nelle liste del P.D.L. sembra divenuta quasi una sorta di spot elettorale!
Premetto, chi mi conosce lo sa bene, di non aver mai avuto alcuna simpatia né per le "gesta" tutt'altro che gloriose espresse dai protagonisti del ventennio, né tanto meno, tornando ai giorni nostri, per il Silvio pensiero.
Gli studi storici e una conseguente pubblicazione mi hanno piuttosto portato ad approfondire e amare la figura e l'opera di Carlo Rosselli, fiero oppositore e vittima troppe volte dimenticata del totalitarismo nazifascista.
Mi sembra tuttavia al quanto esagerato il rumore creatosi intorno a questa vicenda. Non dimentichiamo che alcuni illustri e autorevoli esponenti dell'ex centrosinistra e dell'attuale sinistra cosiddetta radicale si sono con orgoglio più volte proclamati e tuttora si proclamano comunisti, senza che giornali ed intellettuali se ne siano mai meravigliati.
Eppure, non serve ce lo ricordi il Cavaliere, anche il comunismo, quanto a misfatti non è stato certamente da meno!
giovedì 13 marzo 2008
giovedì 6 marzo 2008
Tina: una vita per le donne
Con la morte di Tina Lagostena Bassi è' venuto a mancare uno dei punti
di riferimento più significativi nell'ambito della difesa di tante
donne vittime di abusi. Avvocatessa coraggiosa e determinata trovò
sempre la forza di rompere quel muro di silenzio e perchè no, di
indifferenza che per tanto tempo aveva caratterizzato buona parte
della società italiana su questo argomento.
Fu lei ad usare per la prima volta in un'Aula di Tribunale la parola
stupro. E fu sempre lei, col suo impegno civile e politico, tanto in
Italia quanto in Europa a battersi per una sempre maggiore
consapevolezza e affermazione dei diritti delle donne.
Questo Paese non la dimentichi!
di riferimento più significativi nell'ambito della difesa di tante
donne vittime di abusi. Avvocatessa coraggiosa e determinata trovò
sempre la forza di rompere quel muro di silenzio e perchè no, di
indifferenza che per tanto tempo aveva caratterizzato buona parte
della società italiana su questo argomento.
Fu lei ad usare per la prima volta in un'Aula di Tribunale la parola
stupro. E fu sempre lei, col suo impegno civile e politico, tanto in
Italia quanto in Europa a battersi per una sempre maggiore
consapevolezza e affermazione dei diritti delle donne.
Questo Paese non la dimentichi!
martedì 4 marzo 2008
E sul lavoro si continua a morire...
Mentre in questi giorni i partiti sembrano impegnati a compilare liste, a disegnare organigrammi, a snocciolare sondaggi, a passare da questa a quest'altra tv e a dispensare promesse di chissà quale cambiamento, sul lavoro si continua a perdere la vita.
Cinque operai morti: è questo il bilancio dell'ultima strage, mi sento purtroppo di non definirla in altro modo, accaduta ieri a Molfetta, nel corso delle operazioni di pulitura di una cisterna contenente zolfo.
Nel linguaggio del politically correct si chiamano "morti Bianche". Sono le vittime, troppe volte indifese, di un'Italia che sta svuotando il lavoro di qualsiasi significato che non sia riconducibile al mero produrre. Un numero a dir poco agghiacciante di incidenti, più di un milione l'anno con oltre mille morti, senza considerare il sommerso.
Anche stavolta assisteremo ai soliti discorsi di rito, vedremo sfilare i soliti cortei, osserveremo il solito minuto di silenzio, sentiremo pronunciare i soliti "mai più!". Poi, come sempre, il sipario calerà… fino al prossimo atto.
martedì 26 febbraio 2008
Viva la Rai...
Cercare di comprendere la realtà tributaria italiana non è certo cosa
semplice, lo sanno bene i contribuenti. Appare tuttavia quanto meno
assurdo, se non addirittura inaccettabile, l'invito al pagamento del
Canone Rai anche per i possessori di personal computer o di
videofonini.
La norma che disciplina la materia, non ridete, è un ormai sbiadito
Regio Decreto del 1938 che non parla neppure di tv, ma di
radioaudizioni!
Come è stato fatto notare in un interessante articolo apparso ieri su
Repubblica: "la funzione principale e spesso esclusiva di questi
apparecchi non è quella di ricevere programmi televisivi, bensì
comunicazioni telematiche o telefoniche".
Forse qualcuno finge di non sapere che per poter accedere alla rete
occorre già pagare un canone a un provider?
Non sarebbe meglio che lo Stato e Mamma Rai si preoccupassero un po'
di più di migliorare la qualità dell'offerta televisiva pubblica, e
un po' meno dei compensi milionari elargiti a conduttori, veline e
compagnia?
semplice, lo sanno bene i contribuenti. Appare tuttavia quanto meno
assurdo, se non addirittura inaccettabile, l'invito al pagamento del
Canone Rai anche per i possessori di personal computer o di
videofonini.
La norma che disciplina la materia, non ridete, è un ormai sbiadito
Regio Decreto del 1938 che non parla neppure di tv, ma di
radioaudizioni!
Come è stato fatto notare in un interessante articolo apparso ieri su
Repubblica: "la funzione principale e spesso esclusiva di questi
apparecchi non è quella di ricevere programmi televisivi, bensì
comunicazioni telematiche o telefoniche".
Forse qualcuno finge di non sapere che per poter accedere alla rete
occorre già pagare un canone a un provider?
Non sarebbe meglio che lo Stato e Mamma Rai si preoccupassero un po'
di più di migliorare la qualità dell'offerta televisiva pubblica, e
un po' meno dei compensi milionari elargiti a conduttori, veline e
compagnia?
martedì 19 febbraio 2008
I nuovi eroi del Niente
Sono giovani, anzi giovanissimi, talvolta così giovani da non essere neppure perseguibili penalmente, ma con addosso un carico di aggressività e rabbia da far paura. Sono i protagonisti di quel fenomeno psicologico e sociale che porta il nome di bullismo.
Non passa giorno in cui i media non diano notizia di odiosi episodi di violenza accaduti per mano di ragazzetti imberbi, forti soltanto quando in gruppo e agnellini spaventati pronti a cercare l'aiuto di mamma e papà quando finiscono nei guai.
Dove sono le istituzioni, scuola e famiglia in particolare? E per scuola e famiglia non intendo quelle entità astratte sempre chiamate in causa dalla politica quando fa comodo, bensì insegnanti e operatori, padri e madri che forse dovrebbero iniziare ad occuparsi sul serio dei loro alunni e dei loro figli, magari delegando un po' meno e provando a non far ricadere sempre le responsabilità su questa società che non funziona come dovrebbe, sul consumismo, sulla tv, su internet, sul telefonino e così via.
Non v'è dubbio che quello del genitore, da sempre non sia il mestiere più facile, ma voler soltanto guardare al problema, diciamolo, qualche volta con troppo perdonismo da parte di certe correnti educative, non sembra produrre grandi risultati.
Anche in questi giorni le cronache ci parlano di un tredicenne letteralmente perseguitato e picchiato da un paio di suoi compagni soltanto per una passione artistica probabilmente giudicata poco virile come la danza classica.
mercoledì 13 febbraio 2008
I Nuovi Crociati
Che questa politica avesse ormai ben pochi valori da trasmettere, beh, lo avevamo capito già da tempo, ma direi che adesso davvero si sta raschiando il fondo!
Gli argomenti per convincere elettrici ed elettori a votare da questa o quella parte sembrano non essere più l'economia, i salari che non aumentano, il costo della vita che invece aumenta eccome, la lotta all'evasione fiscale, la ricerca scientifica, il conflitto di interessi, l'assetto radiotelevisivo, il rispetto della legalità, qualche piccola riforma istituzionale (magari una nuova Legge Elettorale... non domandiamo troppo) e chi più ne ha più ne metta.
No, oggi la competizione elettorale sembra giocarsi tra chi è antiabortista e chi invece lo è di più!
Quanta disonestà intellettuale! Quanta ipocrisia!
Come ha ben scritto una lettrice su questo blog: "il nostro è un paese col più basso tasso di natalità, certo non per aborto". Perchè non dire allora che gli anticoncezionali piacciono anche ai cattolici e non soltanto a noi miscredenti? Perchè non dire che le ragioni del nostro essere uno fra i paesi col più alto numero di anziani va ricercato altrove?
E perchè infine non dire che i milioni di bambini morti nel mondo ogni anno non vengono uccisi dalle interruzioni volontarie di gravidanza bensì dalla fame, dalla miseria e dalle guerre?
Ciò che mi rattrista è il fatto che forse, rispetto a questo cosiddetto Nuovo che Avanza, la tanto bistrattata "Prima Repubblica" ha saputo, trent'anni fa, affrontare con più serietà e rispetto argomenti così importanti.
Chissà se tra poco qualcuno comincerà a porre in discussione anche il divorzio...!
Gli argomenti per convincere elettrici ed elettori a votare da questa o quella parte sembrano non essere più l'economia, i salari che non aumentano, il costo della vita che invece aumenta eccome, la lotta all'evasione fiscale, la ricerca scientifica, il conflitto di interessi, l'assetto radiotelevisivo, il rispetto della legalità, qualche piccola riforma istituzionale (magari una nuova Legge Elettorale... non domandiamo troppo) e chi più ne ha più ne metta.
No, oggi la competizione elettorale sembra giocarsi tra chi è antiabortista e chi invece lo è di più!
Quanta disonestà intellettuale! Quanta ipocrisia!
Come ha ben scritto una lettrice su questo blog: "il nostro è un paese col più basso tasso di natalità, certo non per aborto". Perchè non dire allora che gli anticoncezionali piacciono anche ai cattolici e non soltanto a noi miscredenti? Perchè non dire che le ragioni del nostro essere uno fra i paesi col più alto numero di anziani va ricercato altrove?
E perchè infine non dire che i milioni di bambini morti nel mondo ogni anno non vengono uccisi dalle interruzioni volontarie di gravidanza bensì dalla fame, dalla miseria e dalle guerre?
Ciò che mi rattrista è il fatto che forse, rispetto a questo cosiddetto Nuovo che Avanza, la tanto bistrattata "Prima Repubblica" ha saputo, trent'anni fa, affrontare con più serietà e rispetto argomenti così importanti.
Chissà se tra poco qualcuno comincerà a porre in discussione anche il divorzio...!
mercoledì 6 febbraio 2008
Giornata per la Vita... e ancora polemiche!
Lo so, sarebbe più semplice parlar d'altro, ad esempio delle prossime elezioni…
I giornali e le tv in queste ore non stanno facendo altro!
Invece no, non è di sfide tra destra e sinistra che mi interessa parlare, non è il copione ormai consunto di una politica neppure più capace di convincere se stessa ad interessarmi in questo momento.
L'argomento che mi preme affrontare riguarda l'ultima tirata di Benedetto XVI all'Angelus di domenica scorsa su aborto ed eutanasia in occasione della Giornata per la Vita. Presa di posizione per altro ben nota e legittima, ma che non manca di suscitare in me un certo disagio.
Vita… già, intanto mi piacerebbe sapere dagli uomini di Chiesa, lo dico da agnostico e senza alcun intento polemico, che cosa essi intendano quando si parla di vita, se il semplice fatto di un corpo il cui cuore batta, non importa se spontaneamente o per mezzo di una macchina oppure qualcosa di più!
E ancora: chi può assumersi davvero il diritto di sentenziare, assolvendo oppure condannando quelle che sono questioni che attengono solamente alle singole coscienze?
Non mi piacciono i facili giudizi la cui ragion d'essere deriva più da un cieco dogmatismo religioso ma, diciamolo pure anche laicista, piuttosto che dall'esperienza e dal confronto diretto con l'umana sofferenza.
Credo che scegliere o dover scegliere di porre termine a una gravidanza, così come scegliere o dover far scegliere di staccare la spina rappresentino ferite talmente profonde nell'interiorità di chi le vive, da non consentirci altro che non sia una riflessione pacata e ragionata piuttosto che una caccia al peccatore.
Sia chiaro, in uno Stato Laico la Chiesa Cattolica, così come qualsiasi altra Chiesa è libera di esprimere i propri valori e i propri precetti, ma fuori dai palazzi della politica, primo fra tutti il Parlamento, luogo questo dove le leggi scritte devono rappresentare tutti i cittadini, qualsiasi siano le fedi o le convinzioni morali che li animano.
Quanto infine al documento degli atenei romani sulla rianimazione dei feti anche senza il consenso della madre, beh, mi piacerebbe che i medici potessero essere posti nelle condizioni di considerare più la qualità della vita di chi viene al mondo piuttosto che la sua mera sopravvivenza.
I giornali e le tv in queste ore non stanno facendo altro!
Invece no, non è di sfide tra destra e sinistra che mi interessa parlare, non è il copione ormai consunto di una politica neppure più capace di convincere se stessa ad interessarmi in questo momento.
L'argomento che mi preme affrontare riguarda l'ultima tirata di Benedetto XVI all'Angelus di domenica scorsa su aborto ed eutanasia in occasione della Giornata per la Vita. Presa di posizione per altro ben nota e legittima, ma che non manca di suscitare in me un certo disagio.
Vita… già, intanto mi piacerebbe sapere dagli uomini di Chiesa, lo dico da agnostico e senza alcun intento polemico, che cosa essi intendano quando si parla di vita, se il semplice fatto di un corpo il cui cuore batta, non importa se spontaneamente o per mezzo di una macchina oppure qualcosa di più!
E ancora: chi può assumersi davvero il diritto di sentenziare, assolvendo oppure condannando quelle che sono questioni che attengono solamente alle singole coscienze?
Non mi piacciono i facili giudizi la cui ragion d'essere deriva più da un cieco dogmatismo religioso ma, diciamolo pure anche laicista, piuttosto che dall'esperienza e dal confronto diretto con l'umana sofferenza.
Credo che scegliere o dover scegliere di porre termine a una gravidanza, così come scegliere o dover far scegliere di staccare la spina rappresentino ferite talmente profonde nell'interiorità di chi le vive, da non consentirci altro che non sia una riflessione pacata e ragionata piuttosto che una caccia al peccatore.
Sia chiaro, in uno Stato Laico la Chiesa Cattolica, così come qualsiasi altra Chiesa è libera di esprimere i propri valori e i propri precetti, ma fuori dai palazzi della politica, primo fra tutti il Parlamento, luogo questo dove le leggi scritte devono rappresentare tutti i cittadini, qualsiasi siano le fedi o le convinzioni morali che li animano.
Quanto infine al documento degli atenei romani sulla rianimazione dei feti anche senza il consenso della madre, beh, mi piacerebbe che i medici potessero essere posti nelle condizioni di considerare più la qualità della vita di chi viene al mondo piuttosto che la sua mera sopravvivenza.
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